|
L’occitano e l’Occitania
L’Occitano è una lingua neolatina o romanza, proprio come l’italiano, il francese o lo spagnolo. Deve il suo nome a Dante Alighieri che nel XIV secolo classificò le parlate romanze in base alla particella affermativa determinando tre idiomi: la lingua del sì, l’italiano, la lingua dell’oil, oiltano o francese, e la lingua d’òc, l’occitano. Òc deriva dal latino hoc est, è questo, è così; il termine Occitania passò così ad indicare non uno stato o una regione, ma il territorio in cui si parlava la lingua d’òc. L’occitano è stato la lingua dei trovatori, esponenti di una delle più importanti scuole poetiche della storia, ispiratori persino di Dante e del Dolce Stil Novo. Dante si riterrà sempre debitore nei confronti dei trovatori, al punto da inserire nella Divina Commedia, al Canto XXVI del Purgatorio, alcuni versi in occitano. Nel 1904, grazie alle proprie opere composte in lingua d’òc, Frederic Mistral riceve il premio Nobel per la letteratura. Oggi si parla occitano in celebri regioni della Francia, che offrono panorami e ricchezze varie ed incomparabili: la Guascogna con i vigneti di Bordeaux e le spiagge che si affacciano sull’Atlantico, il Lengadoc con centri dell’arte e della religione medievali come Tolosa e Carcassona, l’Alvernia e i suoi verdissimi vulcani, il Limosino della porcellane e la Provenza dai campi di girasoli e dal profumo di lavanda. Ma si parla occitano anche in Val d’Aran, sui Pirenei innevati della Spagna, e in 14 verdissime valli d’Italia.
Le valli occitane
Le valli occitane d’Italia sorprendono per la loro straordinaria bellezza e le ricchezze artistiche e naturalistiche, un grande bagaglio di cultura e tradizioni conservato in un ambiente incontaminato, le Alpi.
Le valli di lingua d’òc si estendono sulle province di Imperia, Cuneo e Torino: in territorio ligure, la cosiddetta Area Brigasca è una terra fra il mare e la montagna, teatro di leggende che vedono il borgo di Triora millenaria dimora delle streghe e che offre una cucina straordinaria che sa fondere i prodotti del bosco a quelli del mare.
In provincia di Cuneo si apre l’Alta Val Tanaro, dai sentieri che ricalcano i passi dei Saraceni e dei contrabbandieri.
Le valli Maudagna, Corsaglia e Ellero sono caratterizzatedai fenomeni carsici delle spettacolari grotte dei Dossi e di Bossea, che consentono un affascinante viaggio nel tempo e nella scienza. Celebri sono anche le piste da sci, gli stabilimenti termali e le acque minerali
La Valle Pesio, compresa nell’omonimo Parco Naturale, propone itinerari delle sue montagne dette “piccole Dolomiti”, nel silenzio dei boschi e dei complessi monastici come la millenaria Certosa di Pesio, fondata nel 1173 dai benedettini e ancor oggi centro di lavoro e preghiera.
Grazie al suo centro più mondano, Limone Piemonte, la Valle Vermenagna ha sviluppato la propria vocazione al turismo invernale, ma sono rinomate le sue produzioni di coltelli e fisarmoniche, nonché la cucina locale. Essa conserva un interessante patrimonio naturalistico e folclorico, oltre il ciclo dei murales di Pinocchio nel comune di Vernante.
Nella vicina Valle Gesso sorge il più grande Parco Naturale del territorio occitano alpino, quello delle Alpi Marittime, che offre spettacolari passeggiate ai piedi del gruppo dell’Argentera, fra stambecchi, camosci e gipeti e momenti di relax e benessere alle terme di Valdieri.
Anche la Valle Stura offre acque termali note sin dall’età romana, e possiede il santuario più alto d’Europa, Sant’Anna di Vinadio a 2010 m, splendidi boschi di castagni e un colossale forte ottocentesco che racchiude la città di Vinadio.
Parte dell’antico Marchesato di Saluzzo, la Valle Grana ha custodito a Castelmagno uno dei santuari affrescati più antichi delle Alpi. Oggi sui suoi pascoli si produce il Castelmagno, tra i formaggi più ricercati del mondo. La vicina Valle Maira èla più ricca di opere d’arte, palazzi signorili e chiese romaniche, ed annovera anche una curiosità geologica, i famosi Ciciu di Villar San Costanzo, formazioni geologiche che paiono enormi pupazzi di pietra. I suoi visitatori possono godere di una rete di sentieri di oltre 120 km, percorribili a piedi, in mountain bike o a cavallo. Sorge qui l’Espaci Occitan, Istituto di Studi Occitani con centinaia di volumi, CD Rom, musiche e filmati sulla lingua, la cultura e le tradizioni del territorio. Vero gioiello è il suo Museo multimediale Sòn de lenga dedicato alla lingua e alla cultura d’òc, con postazioni multimediali dedicate alla geografia, alla storia, alla lingua, alla musica, all’arte e alla letteratura, che propone un affascinante viaggio virtuale attraverso le Valli Occitane e l’Occitania Grande.
Cuore della Valle Varaita è Sampeyre, dove ogni cinque anni si svolge la festa più rappresentativa dell’Occitania italiana, la Baìa, che fra storia, leggenda e tradizione ricorda la cacciata dei Saraceni dalla valle oltre mille anni fa. Ricca di opere d’arte romanico-gotiche, è nota agli amanti delle escursioni naturalistiche per il bosco dell’Alevè, cembreta più estesa d’Europa, e per la lavorazione artigianale del legno.
Il Po, fiume più lungo d’Italia, nasce in Valle Po ai piedi del Monviso; il “re di pietra” che con i suoi 3841 m è la cima più alta delle Alpi occitane. Oltre che per l’alpinismo è celebre per la produzione di frutti e vini pregiati e la millenaria abbazia di Staffarda.
In territorio torinese si apre la Valle Pellice, centro della religione e della cultura valdese in Italia. E’ celebre per il suo Museo d’arte contemporanea e per le cave di pietra di Luserna, pregiato materiale da rivestimento che ha ormai superato i confini dell’Italia e dell’Europa.
La Valle Germanasca è caratterizzata da antiche e suggestive miniere di rame, grafite e talco; quest’ultima, attiva sino agli inizi del XX secolo, era la più grande d’Europa ed oggi ospita uno straordinario museo dedicato all’attività mineraria, lo Scopriminiera, che consente di percorrere con un trenino le gallerie minerarie rivivendo la giornata dei minatori di oltre cento anni fa.
La contigua Valle Chisone offre a Fenestrelle un titanico complesso di forti lungo 3 km, e presenta due parchi, quello dell’Orsiera Rocciavré e quello della Val Troncea, mete ideali per escursioni nel verde e birdwatching: d’inverno, tutti a Sestrières, capitale del turismo invernale nelle valli occitane.
Il territorio occitano ha fine nell’Alta Val Susa, nota agli amanti dello sci, che ospiterà nel 2006 l’edizione delle Olimpiadi Invernali. Sul suo territorio, ricco di chiese romanico-gotiche, sorge il Parco Naturale Gran Bosco di Salbertrand, vera oasi naturale, paradiso della flora e della fauna.
In Italia è curiosamente occitano anche un comune calabrese, Guardia Piemontese, popolata nel XV secolo da valdesi del Piemonte: la città ha conservato la lingua e le tradizioni occitane anche nel cuore del Mediterraneo.
Informazioni e contatti presso Espaci Occitan, Tel. 0171/904075, segreteria@espaci-occitan.it
Altre informazioni su www.espaci-occitan.it e www.viaoccitanacatalana.org |