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LA TERRA CUNEESE



A cura dell'ATL Cuneese

Festa del marroneBenvenuti nel Cuneese! Terra di frontiera caratterizzata da genti franche e concrete, terra di antiche tradizioni rurali celebrate in un susseguirsi di sagre paesane, terra ricca di storia e di storie, di folklore e cultura, di gastronomia dagli ingredienti poveri e dai ricchi sapori.

Vi accogliamo sulla soglia di una delle porte di ingresso più prestigiose del nostro territorio: il Castello Reale di Racconigi, complessa costruzione realizzata dal 1676 al 1842, nata come roccaforte dei Marchesi di Saluzzo e trasformata successivamente in edificio residenziale dei Savoia. Vi lavorarono il Guarini, il Gallo, il Borra, il Palagi, il Melano. Sarete affascinati dalle lussuose sale da pranzo e da lettura, dalla sala d'Ercole e dal salone di Diana, dallo studio etrusco, dagli appartamenti cinesi e dalle ampie cucine recentemente aperte al pubblico.
Castello reale di Racconigi L'immenso parco retrostante, nato agli inizi del '600 fu modificato con gusto francese e poi trasformato secondo i dettami del Romanticismo: gli ombrosi sentieri, gli angoli silenziosi, l'atmosfera rarefatta e il suggestivo laghetto centrale sanno infondere pace e tranquillità anche al visitatore più frettoloso. Meritano un cenno anche le neogotiche "Margherie" progettate dal Palagi per ospitare parte del personale in servizio al castello (guardiacaccia, capo-giardinieri, addetti alla manutenzione del parco, alla mungitura e alla produzione dei formaggi) e le ampie serre, all'epoca tra le più famose d'Europa.
Il sovrano che più amò questa residenza estiva fu Carlo Alberto che soleva soggiornarvi almeno due mesi l'anno alternando la pesca alle riunioni con ministri e funzionari. Successivamente il castello fu scelto come sede per i festeggiamenti in occasione delle nozze tra Vittorio Emanuele II e l'Arciduchessa Maria Adelaide d'Asburgo-Lorena avvenute a Stupinigi il 12 aprile 1842: giostre a cavallo, regate, gare di tiro con l'arco e fuochi d'artificio allietarono il banchetto. Dopo il trasferimento della capitale d'Italia a Firenze e poi a Roma, il castello fu visitato sempre meno frequentemente dai Savoia. Ebbe poi nuova vita agli inizi del '900, tanto che proprio a Racconigi nacque nel 1904 il principe di Piemonte Umberto II, mentre nel 1909 vi soggiornò lo zar di Russia Nicola II.
Monviso - 3841 mtE come non accennare alla ormai famosa Oasi Lipu, sorta nel 1986 nelle vicinanze del castello. Ospita uno di quei tanti animali che tutti conosciamo e amiamo, ma che forse ancora pochi tra noi hanno visto da vicino: la cicogna bianca, si proprio quella che nidifica sulla sommità dei camini, protagonista di tante favole e da sempre presente nell'immaginario collettivo quale simbolo di fecondità. La visita al centro cicogne e anatidi di Racconigi può essere un modo interessante per avvicinarsi alla natura … senza disturbare.
Percorrendo senza fretta le strade della pianura cuneese vi portiamo ora verso le montagne e più precisamente verso le sorgenti del Po, ai piedi del Monviso. La valle è dominata dalla inconfondibile piramide di questa montagna che con i suoi 3.841 m. di quota rappresenta un elemento di grande richiamo turistico estivo ed invernale e una classica meta che ogni alpinista deve prima o poi raggiungere … non fosse altro perché qui è nato il Club Alpino Italiano - nel 1863 - per volontà di Quintino Sella.
Ostana - Cappella San Bernardo, particolare affreschi abside Storia e curiosità si fondono a Crissolo: poco sotto il Colle delle Traversette nel 1480 il marchese di Saluzzo Lodovico II fece scavare la prima galleria alpina allo scopo di agevolare gli scambi commerciali tra Marchesato e Delfinato. La galleria - ancora percorribile - è denominata "Buco del Viso". Proprio alle Traversette la leggenda vuole che Annibale attraversasse le Alpi con il suo esercito e i suoi elefanti.
Poco più a valle, ai lati opposti del Po si fronteggiano le località di Ostana (di origine romana) e di Oncino, un incantevole villaggio alpino: due veri e propri balconi panoramici sul Monviso.
Abbazia Cistercense di SteffardaScendendo verso il fondovalle merita una citazione Revello il cui centro storico conserva la struttura quattro-cinquecentesca del borgo che Margherita di Foix - seconda moglie del Marchese Lodovico II - scelse a propria dimora. Da non perdere: la Cappella Marchionale e la Collegiata dell'Assunta con il polittico di Hans Clemer e i due polittici di Pascale Oddone (sec. XVI). Una puntata d'obbligo è quella alla non lontana Abbazia cistercense di Staffarda in stile romanico-gotico, semplice e maestosa allo stesso tempo, la cui fondazione viene fatta risalire al 1135.

Saluzzo e il MonvisoE una volta tornati in pianura ci apprestiamo ad ammirare l'arioso ed elegante scenario urbano della nobile Saluzzo, capitale dell'omonimo Marchesato, con il suo centro storico di struttura medievale posto in collina e la città moderna costruita a partire dal '700 fuori dall'antica cinta muraria. Suggeriamo un percorso a piedi nel dedalo di viuzze medievali che ci portano a scoprire la nobile Casa Cavassa, l'antico convento domenicano di San Giovanni, la Torre Civica, il Palazzo di Città, la salita al Castello e la fortezza della Castiglia.
Castello della Manta di Saluzzo - Sala Baronale Ma il più noto gioiello d'arte del Saluzzese si trova a pochi chilometri da qui. Si tratta del ciclo di affreschi della Sala Baronale del Castello della Manta, eseguiti verosimilmente entro il primo ventennio del '400 dalla scuola di pittori piemontesi che facevano capo a Giacomo Jaquerio. Essi seppero tradurre in immagini di rara eleganza i temi e i motivi di un mondo cortese giunto ormai al tramonto: prodi cavalieri e virtuose eroine fanno da contorno a due affreschi gemelli che rappresentano l'allegoria della fontana della giovinezza e della mutevolezza della Fortuna.
Dalle dolci colline risaliamo ora verso i vasti e splendidi scenari alpini della Valle Varaita, custode delle tradizioni dei pays d'oc nella lingua, nella musica, nella cucina, nei costumi e nelle feste popolari (come la Baìo di Sampeyre che ogni cinque anni ricorda la cacciata dei Saraceni).
Prodotti localiLa valle è inoltre sede del bosco dell'Alevè - la più ampia foresta italiana di pino cembro - ed è un vero paradiso per gli sportivi che amano la montagna. Invitante d'estate, propone tracciati per l'escursionismo, la mountain bike, le passeggiate a cavallo, l'alpinismo e - in località Pontechianale - offre la possibilità di praticare il windsurf, la canoa, il parapendio e il deltaplano. Accogliente d'inverno, con chilometri di piste per lo sci di fondo e le cascate di ghiaccio più note della provincia.

Borgo San Dalmazzo - LumacheIl ventaglio delle valli di Cuneo offre scorci di rara bellezza. Attraverso il vallone d'Elva - il comune più piccolo d'Italia - raggiungiamo l'aspra e superba Valle Maira, custode di un particolare fenomeno erosivo che ha formato degli enormi funghi di pietra detti "Ciciu". Passiamo poi in Valle Grana, culla della civiltà provenzale e conosciuta per l'antico formaggio DOC Castelmagno, e proseguiamo verso la Valle Stura protetta dalle fortificazioni volute da Carlo Alberto. Ecco poi le alte ed aspre vette che dominano l'orizzonte della Valle Gesso, sede del Parco Naturale delle Alpi Marittime dove recentemente è ricomparso il lupo
E giungiamo alla Valle Vermenagna, la naturale via al mare - attraverso il colle di Tenda - e alla neve - con gli oltre 80 chilometri di piste della Riserva Bianca di Limone Piemonte. Caratteristico paese alpino, Limone ha saputo diventare stazione di sci a livello internazionale pur conservando testimonianze del passato. Sulle nevi del cuneeseFra queste merita una citazione la parrocchia di San Pietro in Vincoli, una notevole costruzione in stile gotico piemontese con campanile romanico: il pulpito proviene dalla Certosa di Pesio (di cui parleremo più avanti) ed è un prezioso esempio di arte lignea del secolo XVII. Ma sono soprattutto gli sciatori a scegliere Limone come meta delle proprie vacanze invernali: le piste innevate (anche artificialmente) e gli impianti di risalita che trasportano - sci ai piedi - 22mila persone l'ora, servizi efficienti, maestri preparati, panorami mozzafiato ed aria pulita sono il fiore all'occhiello della località. Mentre in paese alberghi, negozi, locali notturni e ristoranti fanno a gara per attirare l'attenzione degli ospiti. Tutto questo senza tradire lo spirito "cordiale e tradizionale" che si coglie ancora nelle strette vie del centro storico, che rimangono il più evidente legame con il passato.

I marroni cuneesi Proseguendo il nostro itinerario scendiamo ora verso la pianura per risalire, più ad est, un'altra delle splendide valli del Cuneese, la verdeggiante Valle Pesio dominata dal massiccio calcareo del monte Marguareis (2.651 m.), inesauribile palestra di ardite arrampicate.
La testata della valle ospita il Parco Naturale dell'Alta Valle Pesio (che "sconfina" a sud in Valle Tanaro), ricco di cedui, abeti, faggi, pascoli e di fenomeni carsici tra cui il cosiddetto "Pis" del Pesio. Ogni primavera le acque immagazzinate durante l'inverno in un sistema di grotte, doline e sifoni sotterranei vengono proiettate nel vuoto e formano una spettacolare cascata di trenta metri. Grande è l'interesse naturalistico sia d'estate sia d'inverno quando si trasforma in un piccolo paradiso per i fondisti che, in uno scenario quasi dolomitico e in un ovattato silenzio, fanno scivolare gli sci lungo i suggestivi percorsi che si addentrano nel Parco fino ad arrivare a quello che è considerato il cuore della valle.
Pagno - Particolare dell'Arcangelo Michele Stiamo parlando del tesoro d'arte della Valle Pesio, la Certosa di Santa Maria fondata nel 1173 - dopo l'invasione saracena del X secolo - dai certosini seguaci di San Brunone. Il grande chiostro cinquecentesco, gli affreschi e gli stucchi della chiesa abbaziale superiore, il portale settecentesco dominato dal portico in stile barocco (opera di Giovenale Boetto) sono una valida testimonianza della ricchezza della certosa che prosperò fino alla soppressione degli ordini religiosi da parte del governo napoleonico avvenuta nel 1802. Grazie all'ubicazione solitaria, immersa nella natura e al silenzio mistico che regna nell'edificio, è un luogo ideale per la riflessione: in passato fu luogo di ritiro di personaggi come Cavour e D'Azeglio e anche il visitatore di oggi è invitato ad assaporare - in silenzio - l'intensità spirituale dei monaci certosini.

La provincia di Cuneo offre un'infinità di itinerari naturalistici, culturali ed eno-gastronomici che non è possibile riassumere in queste poche pagine. Venite a trovarci: troverete tante ragioni per rimanere e per ritornare.

A.T.L. Azienda Turistica Locale del CUNEESE
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